Marino from Shakespeare II
Marino Marini
In questa composizione, Marino Marini condensa alcuni dei nuclei più profondi della sua ricerca: il cavallo, la figura umana e la tensione archetipica tra immobilità e slancio. Su un campo verde saturo e vibrante, quasi primordiale, emergono tre presenze essenziali — ridotte a segni, silhouette e campiture cromatiche — che instaurano un dialogo sospeso tra rituale e memoria. Il cavallo, elemento centrale nell’immaginario dell’artista, perde qui ogni connotazione naturalistica per trasformarsi in simbolo assoluto: una presenza totemica, verticale, che richiama forza, fragilità e destino. Ai lati, le figure umane sembrano partecipare a una scena cerimoniale, amplificando quella dimensione sacrale e senza tempo che attraversa gran parte della produzione di Marini. La sintesi formale, il tratto rapido e la stesura materica del colore rivelano una tensione costante tra costruzione e immediatezza gestuale. Il verde dominante non è semplice sfondo, ma spazio emotivo e psicologico, capace di avvolgere la scena in un’atmosfera enigmatica e vibrante. L’opera testimonia la straordinaria capacità di Marino Marini di tradurre il mito in linguaggio moderno: una pittura che, pur nella sua apparente semplicità, custodisce una densità simbolica e una forza evocativa di rara intensità.
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1977
Puntasecca, acquatinta e acquaforte a colori su carta Arches
Dimensioni del piatto: 49,2 x 38,5 cm
Formato carta: 76 x 57 cm
27/75
Marino Marini, Catalogo ragionato dell’Opera grafica (Incisioni e Litografie) 1919-1980, Fondazione Marino Marini / Edizioni Graphis Arte, p. 221

