Alberto Burri
Alberto Burri nasce a Città di Castello il 12 marzo 1915. Laureatosi in medicina, durante il secondo conflitto mondiale è arruolato come ufficiale medico. Nel 1944, catturato in Nord-Africa, è imprigionato a Hereford, in Texas, dove inizia a dipingere sulle tele di sacco che sono disponibili. Liberato nel 1946, si trasferisce a Roma, dove l’anno seguente tiene la prima personale alla Galleria La Margherita. Come molti artisti italiani della sua generazione anche Burri critica il diffuso realismo politicizzato di fine anni quaranta e si muove verso l’astrazione, diventando un protagonista dell’Informale.
Nel 1949–50 sperimenta materiali nuovi e poco ortodossi, dando vita a collage tattili fatti di sacchi, catrame, pietra pomice. Realizza in questo periodo le serie delle Muffe e dei Gobbi, quest’ultima con tele modellate che rompono la bidimensionalità tradizionale del supporto. L’interesse per l’ambiguità della superficie pittorica e per i materiali inconsueti porta Burri a contribuire al Gruppo Origine, che espone nel 1951 alla Galleria dell’Obelisco, Roma. Nel 1953 si fa notare negli Stati Uniti grazie alla collettiva organizzata dal Museo Solomon R. Guggenheim, New York, “Younger European Painters”. A metà decennio inizia a bruciare i materiali nelle Combustioni, opere in legno bruciato e sacco, che espone nel 1957 alla Galleria dell’Obelisco, Roma. Nel 1958 presenta le opere realizzate saldando tra loro lastre di ferro alla Galleria Blu di Milano e vince il 3° premio del Carnegie International di Pittsburgh. L’anno seguente, invece, il Premio dell’Ariete di Milano e quello dell’UNESCO alla Biennale di San Paolo.
Nel 1960 la Biennale di Venezia gli dedica una sala che vince il Premio della critica. Nei primi anni sessanta prosegue nelle Combustioni iniziando a bruciare anche la plastica. Del 1963 è la sua prima retrospettiva negli Stati Uniti, al Museum of Fine Arts di Houston. Nel 1965 gli viene assegnato il Gran premio della Biennale di San Paolo. Nel 1972 il Musée National d’Art Moderne di Parigi gli dedica una retrospettiva. Con gli anni settanta si dedica alla serie dei Cretti con suggestivi di terre arse dal sole che giocano con l’idea del trompe l’oeil. Nel 1977 la retrospettiva inaugurata alla University of California di Los Angeles viene trasferita, l’anno seguente, al Museo Solomon R. Guggenheim di New York. Nel 1979 l’artista inizia a dedicarsi a un altro materiale industriale, il cellotex, che continuerà a impiegare negli anni ottanta e novanta. Burri muore a Nizza il 15 febbraio 1995.
Alberto Burri nasce a Città di Castello il 12 marzo 1915. Laureatosi in medicina, durante il secondo conflitto mondiale è arruolato come ufficiale medico. Nel 1944, catturato in Nord-Africa, è imprigionato a Hereford, in Texas, dove inizia a dipingere sulle tele di sacco che sono disponibili. Liberato nel 1946, si trasferisce a Roma, dove l’anno seguente tiene la prima personale alla Galleria La Margherita. Come molti artisti italiani della sua generazione anche Burri critica il diffuso realismo politicizzato di fine anni quaranta e si muove verso l’astrazione, diventando un protagonista dell’Informale.
Nel 1949–50 sperimenta materiali nuovi e poco ortodossi, dando vita a collage tattili fatti di sacchi, catrame, pietra pomice. Realizza in questo periodo le serie delle Muffe e dei Gobbi, quest’ultima con tele modellate che rompono la bidimensionalità tradizionale del supporto. L’interesse per l’ambiguità della superficie pittorica e per i materiali inconsueti porta Burri a contribuire al Gruppo Origine, che espone nel 1951 alla Galleria dell’Obelisco, Roma. Nel 1953 si fa notare negli Stati Uniti grazie alla collettiva organizzata dal Museo Solomon R. Guggenheim, New York, “Younger European Painters”. A metà decennio inizia a bruciare i materiali nelle Combustioni, opere in legno bruciato e sacco, che espone nel 1957 alla Galleria dell’Obelisco, Roma. Nel 1958 presenta le opere realizzate saldando tra loro lastre di ferro alla Galleria Blu di Milano e vince il 3° premio del Carnegie International di Pittsburgh. L’anno seguente, invece, il Premio dell’Ariete di Milano e quello dell’UNESCO alla Biennale di San Paolo.
Nel 1960 la Biennale di Venezia gli dedica una sala che vince il Premio della critica. Nei primi anni sessanta prosegue nelle Combustioni iniziando a bruciare anche la plastica. Del 1963 è la sua prima retrospettiva negli Stati Uniti, al Museum of Fine Arts di Houston. Nel 1965 gli viene assegnato il Gran premio della Biennale di San Paolo. Nel 1972 il Musée National d’Art Moderne di Parigi gli dedica una retrospettiva. Con gli anni settanta si dedica alla serie dei Cretti con suggestivi di terre arse dal sole che giocano con l’idea del trompe l’oeil. Nel 1977 la retrospettiva inaugurata alla University of California di Los Angeles viene trasferita, l’anno seguente, al Museo Solomon R. Guggenheim di New York. Nel 1979 l’artista inizia a dedicarsi a un altro materiale industriale, il cellotex, che continuerà a impiegare negli anni ottanta e novanta. Burri muore a Nizza il 15 febbraio 1995.
Opere e quadri di Alberto Burri in vendita
Alberto Burri è considerato uno dei più importanti artisti italiani del Novecento e una figura centrale nello sviluppo dell'arte informale internazionale. Nato a Città di Castello nel 1915 e laureato in medicina, iniziò il proprio percorso artistico durante la prigionia negli Stati Uniti nel corso della Seconda Guerra Mondiale. Proprio in quel contesto nacquero le sue prime sperimentazioni pittoriche, destinate a rivoluzionare il linguaggio dell’arte contemporanea.
Rientrato in Italia nel 1946, si stabilì a Roma e avviò una ricerca radicalmente innovativa, abbandonando progressivamente la pittura tradizionale per trasformare materiali poveri e industriali in autentiche opere d’arte. Oggi le opere di Alberto Burri sono presenti nei più importanti musei del mondo e continuano a essere tra le più richieste nel mercato internazionale dell’arte. Bernabò Home Gallery propone una selezione di opere originali di Alberto Burri, rivolta a collezionisti e appassionati che desiderano avvicinarsi a uno dei protagonisti assoluti dell’arte del dopoguerra.
La collezione dell’artista Burri su Bernabò Home Gallery
Le opere di Alberto Burri si distinguono per una ricerca che ha cambiato il modo stesso di concepire la pittura. Sacchi cuciti, catrame, pietra pomice, ferro, plastica, legno combusto e cellotex diventano strumenti espressivi capaci di superare i limiti della tela tradizionale. L’artista non utilizza questi materiali come semplici supporti, ma li trasforma nel vero soggetto dell’opera. I celebri Alberto Burri quadri appartenenti alle serie dei Sacchi, delle Muffe, dei Gobbi e delle Combustioni rappresentano alcune delle sperimentazioni più influenti dell’intera storia dell’arte contemporanea. Attraverso tagli, cuciture, deformazioni e bruciature, Burri introduce una nuova dimensione fisica della pittura, nella quale materia e superficie diventano protagoniste assolute.
A partire dagli anni Settanta la sua ricerca si evolve ulteriormente con i Cretti, opere ispirate alle spaccature della terra arida, e successivamente con i lavori realizzati in cellotex, caratterizzati da un linguaggio più essenziale ma altrettanto potente. Questa continua capacità di innovazione rende le Alberto Burri opere in vendita particolarmente apprezzate sia dal punto di vista storico sia collezionistico.
Perché comprare opere di Alberto Burri
Comprare opere di Alberto Burri significa entrare in contatto con uno degli artisti che hanno maggiormente influenzato l'evoluzione dell'arte del secondo Novecento. La sua ricerca ha anticipato molte delle riflessioni che caratterizzeranno l'arte contemporanea, aprendo la strada a nuove concezioni della materia, dello spazio e della superficie.
Le opere originali di Alberto Burri sono oggi considerate fondamentali per comprendere l’evoluzione dell’Informale europeo e sono presenti nelle collezioni permanenti di istituzioni prestigiose come il Guggenheim Museum di New York, il Centre Pompidou di Parigi e numerosi musei internazionali. Questo riconoscimento contribuisce a mantenere elevato l'interesse del mercato verso i suoi lavori.
I quadri di Alberto Burri non rappresentano soltanto un'importante testimonianza culturale, ma costituiscono anche opere di grande forza visiva, capaci di dialogare perfettamente con ambienti contemporanei e collezioni di alto livello.
Galleria Alberto Burri e vendita online
La Galleria Alberto Burri di Bernabò Home Gallery seleziona opere che rappresentano in modo significativo le diverse fasi della produzione dell’artista, offrendo ai collezionisti la possibilità di valutare lavori di elevato interesse storico e artistico. La nostra esperienza nella Alberto Burri vendita online consente di accompagnare il cliente in ogni fase dell’acquisto, fornendo informazioni dettagliate su autenticità, provenienza, stato conservativo e rilevanza dell’opera all’interno del percorso creativo dell’artista. Quando si valutano Alberto Burri opere in vendita è infatti fondamentale affidarsi a professionisti in grado di garantire la qualità e la corretta documentazione dei lavori proposti.
Quotazione e vendita di opere uniche di Alberto Burri
Se siete interessati ad acquistare una delle opere originali di Alberto Burri, Bernabò Home Gallery mette a disposizione un servizio completo di consulenza e assistenza personalizzata.
Esplorando la nostra Galleria Alberto Burri potrete scoprire una selezione di lavori accuratamente scelti per rappresentare la straordinaria ricerca artistica del maestro umbro. Ogni opera viene presentata con informazioni approfondite, utili sia al collezionista esperto sia a chi desidera avvicinarsi per la prima volta al mercato dell’arte contemporanea. Contattateci per ricevere maggiori informazioni sulle opere disponibili, conoscere i dettagli delle Alberto Burri opere in vendita e richiedere una quotazione personalizzata. Saremo lieti di guidarvi nella scelta di un’opera capace di unire valore artistico, rilevanza storica e potenziale collezionistico nel tempo.
