Chi siamo
Bernabò Home Gallery nasce nel 2017 nella suggestiva cornice di Trezzo sull’Adda dall’idea della sua fondatrice Laura Piangerelli di voler comporre un ventaglio di artisti selezionati di rilevanza nazionale ed internazionale. Specializzata in arte moderna e contemporanea Bernabò Home Gallery adotta un approccio innovativo ed intimo differente dalla classica galleria d’arte.
Nel 2022 inaugura la sua sede estiva nella pittoresca cittadina di Barga, nel cuore della Toscana. Aprendo due spazi espositivi posizionati nella centrale Piazza Angelio, per dare risalto a ciascuna delle sue anime: contemporanea, moderna e pop.
Insieme ai suoi spazi espositivi permanenti, la Galleria ha organizzato e continua a proporre, in collaborazione con i suoi artisti, mostre ed eventi di rilevanza nazionale.
La storia
Secondo la tradizione, durante una notte di tempesta, una donna salì fino alla cima della torre, sospinta dal dolore, dal vento e da una forza più grande di lei. Un fulmine la colpì, trasformandola in un fico. Da quel gesto estremo, da quella metamorfosi tragica, nacque l’albero che ancora oggi abita la sommità del castello.
Come ogni leggenda, anche questa custodisce una verità simbolica più profonda: ciò che sembra fragile può resistere al tempo; ciò che nasce da una ferita può trasformarsi in memoria; ciò che affonda le radici nella storia può continuare a generare vita.
Bernabò Home Gallery ha scelto quell’albero come parte della propria identità perché ne riconosce la forza silenziosa.
Un albero che nasce dalla pietra.
Una radice che resiste.
Un segno che attraversa il tempo.
Una presenza capace di unire memoria, bellezza e trasformazione.

Sono gli stessi valori che guidano la galleria: custodire la storia, riconoscere il valore, accompagnare lo sguardo verso ciò che è destinato a durare.
L’arte, come quell’albero, vive di radici e di visione.
Nasce da una materia, da una storia, da una mano, ma continua a cambiare significato nello sguardo di chi la incontra.
Per questo Bernabò non è soltanto un nome.
È un’origine.
È un simbolo.
È una promessa di continuità tra passato e futuro.
Bernabò Home Gallery porta con sé questa eredità: la forza della memoria, l’eleganza della ricerca, la capacità di riconoscere nelle opere non solo la bellezza, ma ciò che resta.
Ma secondo la leggenda è proprio una delle sue amanti – una contadina convinta di poterlo raggirare e batterlo in astuzia – che sta dietro alla nascita dell’albero. La donna si era lasciata portare di buon grado al castello, sicura di poter godere di ricchezza e piaceri insieme a Bernabò per poi tornare a casa dal marito e dai figlioletti ricca e soddisfatta. Ma il marito, arrivato al castello con l’inganno, fu gettato a insaputa della donna nel pozzo e il suo spirito rimase inquieto ad aggirarsi per la fortezza.
Quella notte stessa, svegliata dal vento di una tempesta, nel quale le pareva di sentire il lamento dei figli abbandonati, la donna si alzò e si aggirò disperata per il castello fino ad arrivare in cima alla torre. Un fulmine la colse in pieno, trasformando il suo corpo scomposto dall’angoscia nei rami e nelle fronde contorte di un fico, primo della lunga serie di alberi piantati secondo tradizione nella stessa posizione.
Come tante leggende si tratta di una storia cruda e terribile, ma è anche un pezzo della nostra città. Secondo la leggenda, la terribile bufera non distrusse che qualche comignolo nel paese, e quel fico apparso come per incanto sulla torre il mattino dopo parve un segno miracoloso ai contadini che lo videro. Quelle fronde divennero un simbolo di una tradizione, un riparo simbolico.
