+39 02 23664743

Alighiero Boetti

Boetti proviene da famiglia nobile (lui stesso era conte) e nasce a Torino da Corrado Boetti, di professione avvocato, e Adelina Marchisio, violinista diventata ricamatrice. Autodidatta, approda all’arte dopo aver abbandonato gli studi di Economia e Commercio dell’Università di Torino. Fra le sue letture preferite filosofia, alchimia e esoterismo, Hermann Hesse, Paul Klee, si appassiona fin da giovane alla matematica e alla musica.

A diciassette anni scopre l’arte tantrica, gli acquarelli di Wols e poi i tagli di Fontana visti alla galleria Galatea di Torino. Il suo sguardo è già rivolto alle culture extra-europee, soprattutto orientali, Medio ed Estremo Oriente e africane. Grande viaggiatore, subisce il fascino della figura di un suo antenato del XVIII secolo, il monaco domenicano Giambattista Boetti, missionario in terre caucasiche sotto il nome di ‘Profeta Mansur’.

A vent’anni dipinge paesaggi ad olio influenzato dal pittore russo Nicolas De Staël. Studia e pratica incisione a Parigi. In terra di Francia a Vallauris, dove l’artista si reca per comprare delle ceramiche da rivendere in Italia, conoscerà la sua futura moglie Annemarie Sauzeau, è il 1962.

Nel ’71, seguendo un innato interesse per il nomadismo intellettuale e le culture lontane, visita l’Afghanistan ed elegge Kabul sua seconda patria. Lì inizia la lavorazione della serie delle Mappe: planisferi ricamati dalle donne afghane, in cui ogni nazione è rappresentata dai colori della relativa bandiera.
All’interno delle Mappe, così come in altri cicli che accompagnano il suo percorso artistico (le composizioni di lettere, Biro, Alternando da uno a cento e viceversa…), Boetti sviluppa l’idea di una creatività collettiva, aperta e processuale, in cui l’artista progetta le opere ma delega l’esecuzione manuale a terzi, che vengono guidati da regole da lui prefissate. L’aspetto mentale rimane prioritario all’interno del processo artistico, per cui la maggior parte dei suoi lavori uniscono alla bellezza formale una logica strutturazione, spesso basata sull’elaborazione di un vero e proprio codice o di un sistema di lettura.
Nella sua produzione – variabile per materiali, tecniche e supporti- Boetti ha cercato di superare le consuete categorizzazioni, a partire dal concetto stesso di identità. Dai lavori sul doppio, come il finto autoritratto Gemelli del ’68 (eco del “je est un autre” di Arthur Rimbaud), fino alle opere partecipate, Boetti mette in crisi l’idea di unità creativa, culturale, linguistica e politica.

Opere e quadri di Alighiero Boetti in vendita

Se siete interessati ad acquistare un'opera d'arte unica di Boetti, Bernabò Home Gallery è a vostra disposizione per offrirvi tutte le informazioni necessarie.

Esplorate la nostra collezione di opere d'arte online e trovate il pezzo che più vi ispira. Ogni quadro e opera d’arte è selezionato con cura per offrire ai nostri clienti il meglio dell'arte contemporanea internazionale. Siamo qui per assistervi nell'acquisto di un’opera di Boetti che arricchirà la vostra collezione d’arte.

Contattateci per conoscere i dettagli sulle opere disponibili per la vendita e per richiedere una quotazione.