Trovatore
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Trovatore

Prima versione del Trovatore. Esemplare 31/99. Litografia a 4 colori pubblicata su Giorgio De Chirico Catalogo dell'opera grafica 1969 -1977 a cura di Edoardo Brandani, Edizioni Bora, Bologna, Febbraio 1999, pag. 180 tav. ll.156.
L'opera riporta il timbro a secco in basso a sinistra "G.d.C." (Giorgio de Chirico) e in basso a destra il timbro dello stampatore Alberto Caprini di Roma.

Nel 1917 de Chirico crea la più famosa figura di manichino, quella del trovatore, che non ha nulla a che vedere - come credono i più con l'omonimo melodramma di Giuseppe Verdi. Il Troubadour è semplicemente l'immagine più famosa del poeta medioevale (per l'esattezza si tratta di una parola provenzale per designare il cantore, l'aedo delle corti). Nel Trovatore converge quindi tutta la tradizione della poesia, da quella dei cantori omerici a quella dei bardi celtici, ciechi alle cose dell'oggi perché dotati di visione profetica. De Chirico ricorre al termine trovatore probabilmente sotto l'influenza di Nietzsche, che nel canto con cui chiude La gaia scienza (altro titolo di origine poetica provenzale: gay sabér), fa dei trovatori i simboli di una nuova arte più libera, più danzante e gioconda, più trasgressiva perché consapevole di aver abbattuto tutti gli idoli.

Anno:

1972

Tecnica:

Litografia

Dimensioni:

70 x 53 cm

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