Skiri

Skiri

Andrea Schirinzi, in arte “Skiri”, artista milanese, classe 1979.
Le sue opere seducono e attirano l’attenzione di chi le osserva. I soggetti principali, in bianco e nero, emergono da uno schema colorato di immagini prodotte con accostamenti singolari, stranianti e familiari allo stesso tempo. Sono icone della cultura contemporanea, personaggi che fanno parte del mondo della moda, delle serie televisive e dell’universo dei comix.
Presenti nell’immaginario visivo e personale di tutti, sia dell’artista che del pubblico, le sue opere producono riconoscimento e connessione immediati, interrotti però dal dialogo inaspettato che queste intrattengono tra loro. Skiri li prende fuori contesto, costruisce una scena e gioca con loro. Da Alice che sussurra all’orecchio di Hugh Laurie, protagonista della serie Dr. House, a Braccio di Ferro che circonda la vita di Claudia Schiffer, passando per Jessica Rabbit che abbraccia i detective Rust Cohle e Martin Hart. L’osservatore fatica a trovare un punto di fuga, è disorientato e allo stesso tempo rapito dai fondi che ricordano la pubblicità degli anni ’70 e ’80 di marchi che il nostro occhio è abituato a riconoscere in altre location. Il codice stilistico dell’artista si muove su due livelli: da un lavoro di giustapposizione e assemblaggio di immagini, si passa alla pittura. Con un’operazione di action painting, le superfici dei suoi dipinti vengono ulteriormente elaborate, con scritte che per estetica si inseriscono nell’iconografia della street art e offrono allo spettatore un altro piano visivo. Il risultato sono opere di immediata comprensione e insieme alienazione, dai tratti umoristici e provocatori. L’impatto emotivo si gioca nei contrasti: la stessa pittura può suscitare sorrisi e inquietudine. Le immagini scelte diventano metafora di una contemporaneità dove pubblicità e spettacolo dominano lo sguardo assente dello spettatore, che di fronte alle opere dell’artista viene invece “risvegliato” da improvvisi cambi di direzione. Il mondo di Skiri è l’affascinante decontestualizzazione e rielaborazione di ciò che pensavamo di sapere, ma non lo è, lasciando spazio a riflessioni e interrogativi.