Chaissac Gaston

Gaston Chaissac, da perfetto autodidatta, non ha mai seguito nessuna formazione artistica. Nato in Francia, ad Avallon, 4 anni prima dello scoppio della I guerra mondiale, esercita ogni tipo di professione, da lavapiatti a commesso in un negozio di chincaglieria, apprendista sellaio e calzolaio. Il suo primo contatto con l’arte lo deve ad una signorina che insegna disegno alla sorella; lui sta molto attento.
Nel ’34 si stabilisce a Parigi con il fratello ed aprono senza successo una calzoleria. La sua salute è precaria, colpito da tubercolosi, va in sanatorio. E’ il pittore Otto Freundlich, suo vicino di pianerottolo, ad introdurlo alla pittura nel ’37. Fin dall’anno seguente Frendlich gli organizza un’esposizione personale a Parigi. Albert Gleizes, Robert Delaunay ed altri lo notano. Chaissac inizia allora a partecipare a mostre di gruppo nei “Salons” parigini. Attira l’attenzione di R. Queneau, Jean Paulhan e Jean Dubuffet, con i quali scambia un’intensa corrispondenza.
A partire dal ’48 l’artista vive in Vandea e per venti anni conoscerà un’esistenza poverissima, malgrado numerose esposizioni che testimoniano del suo lavoro e dell’amicizia con Dubuffet. Solo 4 anni prima della morte, (1964, La Roche/ Yon), Chaissac vedrà finalmente riconosciuta la sua arte, anche grazie alle più regolari presentazioni parigine.
Gaston Chaissac vuole essere libero ed indipendente. Utilizzerà oggetti di uso comune, dipingerà su qualunque supporto (tela, cartone, pietra, latta), scolpirà a partire da ceppi d’albero, utilizzerà assi di legno per realizzare dei Totem, comporrà dei collage con carta da parati, nel tentativo costante di dare alla sua arte “sempre più di semplicità”.
le opere

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